agosto 19, 2013
Sara e Marco
Sara e Marco
Più di sei mesi fa, mentre aprivo un invito verde trovato nella mia buchetta delle lettere (il mio primo invito ad un matrimonio!), due pensieri hanno cominciato a lottare per il predominio sulla mia mente: ‘Questa volta lascio la macchina fotografica a casa’ e ‘La foto in cui la sposa viene inondata di lacca per capelli la faccio a colori o in bianco e nero?’. Ho sempre storto il naso al pensiero di scattare durante il giorno speciale di un mio amico, per timore che il peso della responsabilità e gli ovvi doveri che ne conseguono mi rovinassero l’esperienza. Eppure, quando ho scoperto che al matrimonio non sarebbe stato presente nessun fotografo ufficiale, la scelta è stata ovvia. Marco è il mio sensei universitario e il più grande appassionato fantasy che conosco. Da lui mi aspettavo nulla di meno che un matrimonio in mezzo ai monti, in un albergo con piccole porte semicircolari, una piccola chiesa in mezzo al verde e una festa con canti, balli e risate degna del migliore degli hobbit.















































More than six months ago, while I was opening a green participation found in my mailbox (my first wedding participation!), two thoughts started their fight for the conquest of my mind: ‘This time I’m gonna leave my camera at home’ and ‘Should the photo with the bride getting covered in hair spray be b/n or with colours?’. I always turned up my nose at the though of taking pictures during a firend’s special day, scared that the weight of responsability and the duties that follow could ruin my experience. However, when I found out that no official photographer had been hired for the wed, my choice became trivial. Marco is my university sensei and the biggest fantasy nerd I know. From him, I expected nothing less than a wedding between the mountains, in a hotel with wooden doors, a little church in the middle of the green and a party with songs, dances as laughts worthy of the best of the hobbits.
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